Attrazioni archeologiche e naturalistche del Parco

Rocca di Manerba

Il Parco della Rocca di Manerba  è un'area di circa 90 ettari di grande importanza archeologica ed anche naturalistica.
Comprende la rocca, un promontorio alto circa 200 metri, un'area verde ai piedi di questo ed un'area costiera di diversi km.
Sulla rocca si trovava un castello, che è stato distrutto nel 1787 per volere del Provveditore Veneto Soranzo dal momento che già dal  Cinquecento questo edificio era occupato dai banditi.
Una prima rocca fu costruita nel 216 d.C. Nell'VIII secolo  divenne proprietà di Cacone, il nipote del re Longobardo Desiderio. Quando quest'ultimo venne sconfitto dai Franchi, Cacone si rimase nel castello per due anni, combattendo contro gli invasori.


Dal promontorio si gode si una vista spettacolare, si vedono infatti le distese di vigneti, le spiagge ed il Monte Baldo.
Il paesaggio rappresenta l'habitat ideale per chi ama camminare nella nature: tratti di bosco ceduo si alternano a terrazze coltivate ed a pascoli.
Qui si trovano arbusti e fiori  rari come l'erica, lo scotano, il ciliegio canino, il biancospino, il dente di cane, l'elleboro, il bucaneve, l'erba fegatella. Non mancano l'erba steppa, chiamata anche lino delle fate per la sua consistenza morbida e vellutata, la Melica barbata, la centaurea, la borracina e la finocchiella. Nei prati crescono ancora alcune rare orchidee

Tra gli animali è possibile avvistare alcune specie di uccelli ormai non più comuni, come la poiana, il rigogolo, il regolo e lo scricciolo. Ancora più rari sono il canapino, uccello giallo di dimensioni piccolissime, infatti è lungo circa 3 cm, la bigia padovana, l'assiolo, il saltimpalo ed il succiacapre.

Sono presenti inoltre farfalle rare ed il ramarro occidentale.
In prossimità del promontorio roccioso si trovano tra gli arbusti il pero corvino ed il terebinto, tra gli uccelli il gheppio, il nibbio bruno il falco picchiaiolo.

Presso il centro visitatori, all'interno del Parco, è possibile visitare un'esposizione di antiche suppellettili e resti risalenti a 3.000 anni fa.
Inoltre è possibile apprendere le caratteristiche faunistiche e floreali del parco grazie a sale  dedicate che espongono fotografie e pannelli sul tema.